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FEDE E PREGHIERA '
Due riflessioni
devo fare circa la fede e la preghiera.
S.Giovanni De Matha pensando alle condizioni in cui viveva lo schiavo,
parla del "Periculum fidei". La crisi della fede e la tentazione
di
abiurare erano frequenti. Ciò poteva essere imposto dal tiranno
o
poteva essere voluto dallo schiavo stesso
per non essere sottoposto a nuove e più gravi torture.
Per lo schiavo dei tempi del Fondatore
solo la testimonianza dei nostri
Padri
Redentori
poteva essere un Vangelo credibile, un invito a riconoscere
la bontà di quel Dio "che abbatte e suscita, che atterra
e consola" (Manzoni)
Il Tossicodipendente che a partire dalla sua adolescenza ha fatto uso
di stupefacenti...ha sempre abbandonato ogni pratica religiosa, credendosi
l'idoli-droga. Crescendo il suo disagio, poi, difficilmente crede che
ci possa essere un Dio ricco in amore e misericordia, che lo vuole libero,
che vuole ridargli la veste della dignità di persona umana, accoglierlo
a braccia aperte, in ogni momento.
Il giovane in Comunità, tuttavia se lovuole, può riscoprire
la fede
perduta, abbandonata o latente sotto la cenere, senza venir
sottoposto a pressioni dirette o indirette.
Il mio Fondatore che non voleva che i suoi seguaci fossero monaci
cioè religiosi di vita contemplativa, ma di vita attiva, dà
prova
di sano pragmatismo, perchè mentre vuole che si preghi
secondo le consuetudini vigenti nel monastero di
S,Vittore a Parigi, dà la possibilità di alleggerire certe
norme
dicendo "a meno che pause, altre prolissità e uffici notturni
non
debbono essere tralasciati...per il lavoro e la scarsità di quelli
che svolgono il servizio".
"Per il loro piccolo numero infatti, dice ancora, non sono tenuti
a fare pause tanto lunghe nel salmeggiare, nè alzarsi tanto presto".
In Comunità si santifica il giorno del Signore con la Celebrazione
Eucaristica, una breve preghiera è premessa ai pasti principali
una catechesi specifica è premessa alle solennità del
S.Natale e della
S.Pasqua. A chi vive, sulla propria pelle il travaglio della
schiavitù ed anela alla propria liberazione - Captivis libertas
- gli
resta di scoprire il " Gloria tibi Trinitas".
E' la meta che si prefigge con la testimonianza e il servizio un
discepolo di Giovanni De Matha, a Vallefredda-Itri(Latina).
(Padre
Domenico De Rosa)