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BENEFATTORI '
Giovanni De
Matha
non ha previsto nessun accumulo
di danaro o di altri beni, ha ordinato che i beni che si potessero ricevere
dovevano servire: una parte per l'onesto sostentamento
dei religiosi, una seconda per le opere di misericordia, una
terza per la redenzione degli schiavi.
Ho un commercialista e un contabile - anch'essi volontari - che
tengono i registri contabili per cui possono garantire che
qualunque contributo - specie quello della Caritas Diocesana -
hanno avuto come unici destinatari gli ospiti della Comunità
sia come titolari della "misericordia" di altri, sia come
persone
da redimere con l'aiuto di tanti benefattori amici, che hanno
fatto, e fanno proprio, il mio ideale:
il riscatto dei tossicodipendenti e/o alcolisti.
Grazie alla Provvidenza che si manifesta in tanti gesti di bontà
in tanti rivoli di carità...il necessario non è mai mancato,
mentre
del puro utile o futile se ne fa sacrificio in tutto o in parte
(mi riferisco all'uso di alcoolici, del caffè, che
abitualmente non sono consentiti in Comunità e alle sigarette
ridotte a 10 al giorno pro capite).
E gli altri due punti?
Per quanto riguarda l'interessato, dopo i colloqui preliminari
fatti presso il Centro di Formia o di Fondi, lascio volentieri
l'ultima parola al ragazzo che, messo al corrente del
regolamento interno
deve firmare
la sua adesione per entrare
in Comunità.
Io non chiedo ai ragazzi, ovviamente, il loro parere quando
devo accettare un nuovo ospite. Tuttavia, ne annuncio
loro l'arrivo, raccolgo alcuni dati se è già conosciuto
da
uno o più di essi. Una volta mi aprirono gli occhi dicendomi
"Se prendi quello...mettiamo la bancarella in Comunità".
Mi informai. Avevano ragione. Era uno dei più bravi
spacciatori di zona...che solo per i suoi fini chiedeva
di entrare in Comunità.
(Padre
Domenico De Rosa)
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DIMISSIONI
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